Avete paura per i vostri risparmi? Non avete tutti i torti!

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Categorie: Digitale
5 Dicembre 2020

Alla data in cui sto scrivendo queste note (metà ottobre 2019) il ciclo positivo delle principali borse mondiali dura ormai da più di 10 anni. Le quotazioni azionarie sono sostenute e i mercati continuano a salire nonostante tutti temano una prossima fase recessiva. I prezzi dei titoli sono considerati eccessivi e la pubblicazione degli utili trimestrali stanno confermando questa tesi visto che gli utili per azione diminuiscono percentualmente (di circa un 3%). Le obbligazioni di qualità (quali sono?) hanno rendimenti negativi. Recentemente abbiamo assistito al paradosso Greco: le obbligazioni greche a 3 mesi sono state immesse sul mercato a rendimenti negativi.

Vi ricordate qualche anno fa? La Grecia stava per fallire. Ora le sue obbligazioni sembrano quelle della Germania. Quelle non di qualità pagano interessi talmente bassi che si può affermare abbastanza serenamente che il rischio non vale la pena. La fame di rendimento porta gli investitori a comprare qualunque cosa ne prometta un pò. Il rischio che le obbligazioni scadenti vengano declassate a spazzatura esiste ed è reale e se succedesse molti fondi istituzionali e fondi pensionistici sarebbero costretti a vendere.

Questo avvenimento avrebbe gravissime ripercussioni sulla credibilità, prezzo e rendimento dei bonds e ci sarebbe una probabile conseguenza sull’aumento
del rischio del fallimento. Anche il Fondo Monetario Internazionale ha sollevato qualche allerta dicendo che: (…)L’economia globale attraversa una fase di «rallentamento sincronizzato». E ha aggiunto che in caso di brusca frenata … «saranno a rischio default 19 mila miliardi di dollari di debito delle imprese, equivalenti al 40% del debito delle 8 principali economie». Il nuovo direttore generale del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva ha recentemente lanciato un appello: “…se arriverà
una nuova crisi, sarà necessario rispondere in modo coordinato”. E invita a muoversi in fretta, prendendo in prestito una citazione di Shakespeare: «Meglio tre ore in anticipo, che un minuto in ritardo». (…)

Il mercato sarebbe invaso di carta, che diventerebbe straccia; molti fondi diventerebbero illiquidi e di fatto potrebbero rappresentare una bella trappola di liquidità. Le banche centrali incuranti di tutto ciò continuano a iniettare sui mercati liquidità che non finisce nell’economia reale; liquidità che cerca rendimenti e aumenta la domanda per un’offerta che alza il prezzo anche di strumenti che in altri momenti non sarebbero apprezzati. Circa un mese fa, era il 17 settembre, la Fed (la banca centrale americana) è tornata a operare tramite asta REPO al fine di iniettare SUBITO sul mercato liquidità per 53,2 miliardi di dollari con un massimale di 75 miliardi. Una mossa veloce ed inattesa la cui urgenza è dettata dalla volontà di scongiurare una crisi di liquidità le cui conseguenze avrebbero potuto creare scompensi sul corretto funzionamento del sistema finanziario. In questo contesto tutti hanno paura. Sono diversi anni che hanno paura ma continuano a investire perchè non sanno cosa fare. Come fa un gestore patrimoniale a dire a un cliente che ha paura? Come fa a giustificare che non è investito se poi i mercati continuano a salire? Come può uscire dal branco se il branco è la normalità? Oggi la convinzione diffusa, ed anche abbastanza supportata dai fatti nel presente, è che i mercati saliranno, che tanto non succede nulla … Lo spirito critico in questi momenti, fasi, tende a scemare; le informazioni che leggiamo tendono a confermare le nostre convinzioni. Non perchè non esistono notizie negative ma perchè quando tutto va bene noi cerchiamo solo notizie positive che confermano le nostre idee (succede il contrario quando siamo in una fase negativa).

Che fare quindi?

Bisogna avere la forza ed il coraggio di ammettere che siamo solo umani e, nonostante le migliori intenzioni, è quasi impossibile per un individuo essere privo dei pregiudizi emotivi che portano inevitabilmente a decisioni sbagliate nel tempo.
Ecco perché tutti i grandi investitori hanno rigorose discipline di investimento che seguono per ridurre l’impatto delle loro emozioni. Alle vette del mercato: tutti sono un “genio”. E quando il mercato scende tutti diranno: “l’avevo detto” e poi dimenticheranno in tutta fretta. Intanto chi ha i suoi risparmi investiti perde soldi come successe nel 2008.

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